L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’INVIDIA

Risultati immagini per invidia e gelosia

 

Per pura presa di posizione personale e senza volere offendere o toccare la suscettibilità di ciascuno di voi, sono convinto che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato invidia per qualcuno. E’ per questa mia convinzione bonaria e certamente non astiosa e pregiudiziale, sono portato a credere che una volta tanto, una ricerca spagnola abbia riportato dati attendibili e possibili. Sapete come solitamente io mi ponga di fronte alle ricerche pretestuose e impossibili, sapete pure che ritengo americani e inglesi i più pirotecnici ballisti e cazzari per le loro ricerche. No che gli spagnoli ispirino più fiducia, è la materia che mi sembra molto interessante specie di questi tempi. Dunque e facendola breve, grazie alle solite domande ben impostate e servendosi del solito algoritmo che ormai domina le nostre esistenze, su 500 persone sottoposte all’indagine, il sentimento prevalente e comune nella maggior parte degli intervistati, è l’invidia! Le personalità diverse, alla fine fanno emergere questo elemento caratteriale e per completezza, vi riferisco che al secondo posto prevale l’ottimismo, al terzo il pessimismo e al quarto posto la fiducia. Una scala ben definita che nel contesto attuale, sembra configurare una situazione molto credibile e accettabile. Parliamoci chiaro, siamo spesso poco contenti dei successi degli altri, trattasi di invidia pertinente e non maligna; suvvia, senza metterci cattiveria, quante volte abbiamo provato questo sentimento? Io lo ammetto e sottolineo che quelle volte che ho provato la sostenibile leggerezza dell’invidia, mi sono sempre interrogato. Vi sembrerà strano, ma ho trovato sempre delle risposte che giustificassero la mia velata invidia; nel tempo anzi, ho approfondito anche le ragioni per cui ero portato a provarla e sempre avevo buoni motivi per assolvermi. Sapete, trattasi di quel peccato aborrito dalla religione, ma se provato in maniera “amichevole”, senza alcuna spregevole malizia, l’invidia rende più accettabile le nostre sconfitte. Fa “bene” allo spirito sapere che una persona nota, conosciuta, non riesca là dove anche noi non riusciamo o non siamo mai riusciti. Insomma, definita forse non a caso il motore del mondo, l’invidia, una sana invidia, non solo denota la scarsa fiducia in se stessi, ma nel contempo costituiscono insieme buoni elementi per spronarci alla gara, all’emulazione, per evolverci e competere in società con gli altri…quelli che appunto invidiamo. Ora affrettatevi a smentire che in vita vostra non avete mai provato il pizzichino di invidia e  a sostenere che non avete mai avuto buoni motivi per provarla. Cosa sarebbe il mondo senza il suo “motore”?

 

 

 

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’INVIDIAultima modifica: 2016-10-06T19:59:04+02:00da monellaccio19
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’INVIDIA

  1. L’invidia, quella da peccato vero, non fa parte del mio modo di essere. Ma quella che anch’io chiamo “sana invidia” l’ho provata. Sempre per delle cavolate comunque, per questo non mi sono fatta domande sul perchè. So solo che dopo il “fattaccio”, mi sono sempre sentita meglio. Una domanda me la pongo però: siamo sicuri che sia sana invidia e non “leggera perfidia”?
    Buona giornata

    • Infatti, se non si è cattivi nell’anima la vera invidia, il peccato che la Chiesa condanna, non è da provare. In realtà quella a cui mi riferisco è provare un certo tipo di sentimento per chi magari riesce a portare a termine i suoi progetti e tu che ne vorresti concludere uno, non ci riesci nonostante i tentativi. Ovvero, provare “invidia” no per ciò che possiede e può avere, ma guardare a un altro rosicando sulle sue possibilità di successo quando noi siamo fermi al palo per una ragione o per l’altra. So che è una spiegazione artigianale, ma l’ho scelta sperando di aver reso l’idea. Non parlerei di perfidia, no mi sembra eccessivo.
      Buon giorno Tina.

Lascia un commento